Come è noto i cementifici sono tra i più grandi consumatori di energia. Saranno infatti tra le prime aziende a poter beneficiare, in Sicilia e Sardegna, del “Decreto Legge Alcoa” approvato al Senato.
L’alta intensità energetica della produzione di cemento fa si che i cementifici producano grandi quantità di CO2: i dati indicano una produzione pari al 5-8% della produzione nazionale nella maggior parte dei paesi industrializzati.
Il tentativo di ridurre la quantità di anidride carbonica emessa da questi impianti è in atto da tempo. Proprio in Inghilterra la Novacem ha presentato un prodotto più sostenibile.
Rispetto al passato vengono utilizzati alcuni minerali come additivi che permettono di produrre il cemento a temperature più basse (consumando meno energia) e di assorbire CO2 durante la fase di indurimento del prodotto.
In questo modo si risparmia energia e CO2 durante la produzione e si assorbe ulteriore CO2 quando il cemento viene utilizzato. L'idea è ovviamente interessante anche se non sono ancora chiari alcuni dati come la quantità di CO2 che si risparmia e il costo finale del cemento.
Altre idee sul cemento sostenibile" arrivano invece dagli Stati Uniti, dal Texas dove lo studio ChK Group avrebbe trovato il modo per produrre cemento utilizzando anche gli scarti della lavorazione del riso: si prende la buccia, la si cuoce in particolari fornaci prive d’ossigeno (come quelle dei cementifici) e si ottiene silicio puro, privo di carbonio, che può essere addizionato al cemento. In questo caso si riutilizza uno scarto per produrre un prodotto di largo consumo senza ulteriori emissioni di CO2.
Sembra siano finalmente in arrivo soluzioni funzionali e innovative per ridurre di fatto la produzione di CO2.


7:55 AM
Alessio
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